COMBATTIMENTI 14/05/17

Nonostante alcune difficoltà , oggi sono uscito con i miei fighter per portare al Palamirafiori di Torino ciò che sto costruendo con loro durante gli allenamenti.
Non abbiamo vinto tutto e non abbiamo perso! Mi sento di poter etichettare questa giornata come una giornata speciale, una di quelle giornate che insegna, che lascia un “dopo” silenzioso e riflessivo, che spiana la strada e rende chiaro tutto quello che dobbiamo perseguire nei prossimi giorni per perfezionare il nostro gioco e le nostre strategie tecnico/tattiche. Mi congratulo con i miei ragazzi per la loro condotta in gara; tutti hanno avuto il coraggio di sperimentare quanto studiato in allenamento. Sono fiero di aver visto i miei atleti provare ad applicare quanto appreso in palestra e li ringrazio per non aver combattuto a caso e di impeto.
Si è dimostrato, come gruppo, un ottimo aspetto caratteriale, che ci ha permesso di affrontare le gare ed il confronto con uno spirito più centrato ed equilibrato.

MANUELA CALZOLARI: Manuela è tornata sul quadrato dopo quasi un anno e mezzo di assenza dalle competizioni a causa di un importante infortunio.
Il rientro si presenta tutt’altro che comodo e ci troviamo a dover incrociare i guantoni con un avversaria più pesante, sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista dei colpi.
Manu segue bene le istruzioni e il match è abbastanza equilibrato, l’avversaria spinge di più e non indietreggia mai, Manu incrocia sovente, ma subisce forse qualcosa in più e allo scadere della terza ripresa viene dato il verdetto in favore della avversaria.
Nonostante il risultato Manu ha dimostrato ancora una volta le sue ottime qualità combattive, perde ma dimostra, prova insiste e lotta come può sino alla fine. Ottimo rientro!

FABIO BRUNO: Senza fretta Fabio conduce il gioco per finalizzare velocemente, poco dopo l’inizio del match prova un armbar, ma gli sfugge (deboli le prese di braccia e collo), immediatamente attacca la gola e sottomette rapidamente con una ghigliottina.

EMANUELE MOGAVERO: Poco dopo l’inizo del match Ema subisce un’ancata piena, arrivati al suolo però recupera velocemente. Davvero ottimo il lavoro di attacco da dentro la guardia: l’avversario, di oltre di 10 kg più pesante, non riesce ad eludere il gioco di Ema che resta seduto e comprime con i gomiti contro le coscie in cerca di una apertura, l’avversario cede ed Ema tenta un leg lock, l’avversario si libera e cerca un attacco a gomito e spalla da side top control una posizione molto usata nel Judo.
Ema inizia ad applicare parte di quanto studiato dalla mezza guardia sfiorando l’obbiettivo di poco. Nessuna finalizzazione parità da regolamento.

MATTEO MAZZA: Matteo combatte bene assesta i colpi più significativi, ma incontra un avversario che incassa come un sacco continuando ad avanzare. Nel corso delle tre riprese il nostro avversario dimostra davvero coraggio, nel video non si vede ma i colpi di Matteo lo hanno segnato ovunque sia in viso che in corpo. Viene decretato un pareggio che ci può stare data la coriacea volontà di attaccare del nostro avversario, ma i colpi più belli li ha scaricati Matteo usando parte di quanto allenato insieme durante gli allenamenti.

AMEDURA MARCO: L’avversario di Marco da forfeit all’ultimo secondo e ci viene trovato un avversario sostitutivo, che poi risulta essere lo stesso avversario che ha affronto Fabio qualche ora prima.
Mi è chiaro fin da subito che Marco cerca unicamente di applicare la strategia della mezza guardia. Applica una leva al piede per uscire dalla guardia avversaria (ho ricevuto persino i complimenti dal coach avversario per questa leva), ma moooolto sportivamente si ferma spaventato da un solido crack sonoro convinto di avergli rotto la caviglia.
Il match sarebbe vinto (come io e il coach avversario crediamo), ma l’arbitro non se ne accorge e gli atleti, in silenzioso consenso, partono con una rivincita dettata unicamente dalla voglia di lottare.
Marco vuole proprio applicare la strategia della mezza guardia e sfiora, come Ema prima di lui, l’obbiettivo per un soffio. Pari perchè non considerata la prima finalizzazione.