Combattimenti 10/05/15 Grugliasco

In questa calda giornata di primavera i nostri atleti hanno combattuto con determinazione e sportività regalando performance atletiche di qualità.

STEFANO BOGETTO:
Stefano esordisce bene, affronta un avversario di 20 anni più giovane incrociando i guanti con grinta e carattere. Il match viene vinto da Stefano che impone il suo gioco e riesce a colpire bene anche con le ginocchia.

MATTEO MAZZA:
Matteo sale sul ring con un problema al naso e questo gli impone di limitare la media distanza e il pugilato, pur impostando un gioco che enfatizza l’ utilizzo delle gambe, Matteo riesce a vincere nettamente.

MARCO AMEDURA:
Marco parte bene in piedi e difende un tentativo di attacco alle gambe, ma subisce una di leva al ginocchio di li a poco che non riesce a difendere e che lo costringe ad abbandonare.

FRANCESCA RICCI:
Pareggia ancora una volta con l’avversaria che aveva incontrato la volta scorsa.
Francesca attacca bene e piazza i colpi più significativi. Il gioco si sviluppa sempre a corta distanza e l’avversaria lega continuamente (come fece la volta passata) e non accetta lo scambio mentre Francesca non riesce a neutralizzare il gioco avversario.
Il verdetto è di parità.

ALESSANDRO ALBANESE:
Combatte con molta grinta, colpendo a varie altezza.
L’arbitro conta l’avversario in piedi 2 volte e la campanella del 3° round arriva a salvare l’avversario da una situazione difficile.
Vittoria netta.

DANIELE CONVENTO:
Nonostante le esperienze passate di Submission e di MMA light e MMA PRO, Daniele decide con me di fare esperienza nel combattimento in piedi e provare di “Fight Code Rules”.
Il match è equilibrato nella prima ripresa, mentre nella seconda e nella terza Daniele riesce a marcare una differenza che gli fa vincere l’incontro.
Un appunto importante: non tutti hanno l’umiltà di tornare sui propri passi per migliorare.
Questo accresce la stima che provo per lui e per il suo percorso sportivo.

Avrebbe dovuto combattere anche Eugenio Ratoi, ma l’avversario si è ritirato un’ ora prima.
I risultati dei nostri fighter sono stati sostenuti dalla presenza dei molti allievi e atleti della Reactive Club presenti.
Grazie a tutti.

Reactive Club al Praedator FC con Daniele Convento

Evento molto ben organizzato e gestito, nessun tipo di favoritismo ne di fanatismo.
Arbitraggio molto professionale e attento, ottimo anche il “briefing” prima dei match.
Abbiamo partecipato ad un evento serio e professionale.
Daniele Convento ha combattuto con coraggio onorando il team Reactive Club nel suo esordio da professionista.
Il match parte duro e l’avversario si dimostra ostico e con mani pesanti, Daniele meno deciso nel lavoro in piedi, risulta però migliore nella lotta, proietta e attacca con diversi tentativi di finalizzazione, heel hook (leva alla caviglia), rear neaked choke e ghigliottina (entrambi strangolamenti).
L’avversario resiste e piazza qualche colpo in più in piedi, Daniele subisce un taglio sopra l’occhio dx; nel cambio ripresa riesco a fermare il sangue e a farlo continuare.
Esausti entrambi gli atleti concludono il match in piedi.
Il verdetto è di majority draw, che tecnicamente significa: 2 dei 3 giudici hanno dato il pari, mentre il 3° ha dato la vittoria a Daniele.

Combattimenti 12/04/15 Grugliasco

In questa calda e piacevole giornata di primavera i ragazzi e le ragazze della “Reactive Fight Team” hanno dato il meglio mostrando valide ed avvincenti performance sportive.

MATTEO MAZZA:
Rincontriamo sul ring l’avversario della volta scorsa con il quale abbiamo pareggiato e che aveva segnato Matteo al naso.
Questa volta però, il match viene in gran parte gestito da Matteo che attacca bene e inquadra il bersaglio più volte. In questo match Matteo gestisce meglio la distanza rispetto alla volta precedente.
L’avversario è segnato al volto in maniera evidente e perde sangue dal naso.
Match piacevole e combattuto meritata la vittoria di Matteo.

ALESSANDRO LEUCI:
All’esordio assoluto con tanta volontà!
In questo suo primissimo match, Alessandro mostra volontà, ma l’orecchio per l’angolo e la lucidità sono ancora incerte. Ale non valuta l’avversario, ne le distanze, ma l’esperienza non si insegna si vive e questo è stato per lui un’ inizio vissuto con carattere.
Il verdetto è di sconfitta, ma il match è da vedere!

FRANCESCA RICCI:
Ancora non centriamo la mente, ma andiamo meglio delle volte precedenti. Lo scambio diretto con Francesca non viene mai accettato da un’avversaria che usa calci e colpi singoli di braccia per ricorrere alla distanza breve e quindi alla ginocchiata.
Francesca contiene, manca lucidità per centrare in pieno il bersaglio.
Il verdetto è di pareggio.

ALESSANDRO ALBANESE:
Al suo esordio di K1 a contatto pieno!
Il match parte duro in favore dell’avversario, Ale presto reagisce con grinta e recupera alla grande, piazzando combinazioni e ginocchiate (anche saltate). Al suono della fine del primo round Ale torna all’angolo lucido e pronto ad ascoltare.
Noto un varco nella difesa avversaria nell’arco della prima ripresa, passo consigli e Ale ascolta attento.
Nella seconda ripresa la tattica funziona e l’avversario cede ai colpi di Ale, l’arbitro conta in piedi l’avversario che nel frattempo e sanguinate dal naso è ha un vistoso taglio sopra l’occhio sx, il medico viene chiamato e il match viene interrotto.
Verdetto: TKO
Ko per intervento medico, davvero non male come esordio.
Un match che ci ha emozionato molto!

MARCO AMEDURA:
Affronta un avversario francese un po’ più pesante e molto lungo.
Subisce un tremendo diretto al viso nel primissimo scambio che lo fa traballare e gli crea un taglio sotto l’occhio sx, ma Marco riesce a stare in piedi e a lottare e infine a portare l’avversario al suolo; prova la monta, che non gli riesce ed entra in guardia avversaria. Piazza qualche colpo da dentro le gambe, l’avversario attacca in ghigliottina, Marco resiste, piazza ancora qualche colpo, l’avversario attacca ancora con un triangolo al quale Marco resiste fino al suono del gong.
Il verdetto assegnato: parità.

Reactive Club e la storia dei suoi video

Circa sette anni fa conobbi al Darty, un negozio di elettronica che stava nel centro di Torino e nel quale lavoravo come responsabile di post vendita, un ragazzo molto particolare.
Mi colpi subito la sua parlantina e la sua sconfinata cultura che si miscelava ad uno spirito veramente comico e “pazzarello”. Il suo nome è Silvio ed è tuttora un mio grandissimo amico.
Gli raccontai della mia vera passione, il mio secondo lavoro e cioè insegnare difesa personale e sport da combattimento alle persone. Gli dissi che un giorno avrei voluto aprire una mia palestra e gestire le cose secondo le mie idee.
Lui mi disse della sua passione di stare dietro la telecamera e di un suo progetto di andare in Canada per inseguire una strada che lo avrebbe forse fatto lavorare nel cinema a tempo pieno.
Lui amava e ama tuttora veramente la regia e già allora aveva lavorato nel cinema e nella televisione.
Scherzando gli feci vedere un video dove mi riprendevano mentre facevo una dimostrazione di difesa personale e gli spiegai che cosa fosse il Krav Maga:

Le nostre strade si separarono, lui lascio il lavoro e fece il suo viaggio in Canada.
In quel periodo ci sentimmo solo un paio di volte via mail.
Due anni più tardi quando ero in procinto di aprire finalmente la mia palestra, lui mi chiamo dicendomi di essere a Torino e che gli sarebbe piaciuto fare un video sul Krav Maga con me.
Avevo da poco fatto con l’aiuto di alcuni allievi un video amatoriale perciò glielo mostrai, lui lo vide, ci penso su un attimo e poi mi disse che insieme avremmo potuto fare di meglio.

Non avevo nessunissima esperienza di come si girasse un video, a parte quella piccola “cosa” fatta con i miei allievi, ma accettai perchè pensai che la cosa mi avrebbe aiutato a promuovere ciò che stavo per intraprendere a tempo pieno e scrissi così un piccolo copione.

Questo video piacque molto pur non venendo minimamente pubblicizzato. Presto molti praticanti di Krav Maga e istruttori in molte città dell’ Italia e all’estero lo videro. Alcuni mi scrissero ringraziandomi per essere stato fonte di ispirazione. Successivamente venne anche clonato diverse volte e utilizzato per pubblicizzare corsi di Krav Maga in altre parti del mondo e la cosa mi fece sorridere: “La mia faccia come la clonano!!?”
Ho in seguito cancellato questo video dal mio canale perchè non rappresenta più il mio modo di fare Krav Maga e me ne pento tutt’oggi..

Un’ anno dopo Silvio mi propose di fare un nuovo video per mostrare con immagini e parole cosa fosse il Krav Maga e la mia specialità:

Questo video, che non amo particolarmente, è in realtà per me molto importante perchè rappresenta il mio passaggio dalla federazione IKMF alla federazione IKM di Gabi Noah. Anche questo video l’ho tolto dal mio canale per via di varie tecniche mostrate che non rappresento più.

Successivamente ebbi l’idea di promuovere la neonata IKM in Italia, l’unica federazione italiana che dal 2011 raccoglieva tutti i migliori istruttori nelle varie città italiane formati dai maestri israeliani fino a quel giorno. Il video in versione integrale e della durata di 33 minuti è interamente o quasi da me scritto, venne girato a Torino, tutti gli istruttori che nei primi mesi del 2012 erano in IKM ebbero una parte di rilievo. Il video mostrava scene di aggressioni in strada e recitate da noi istruttori stessi.
Non credo che sia disponibile nella versione integrale in rete, perchè molte cose sono cambiate da allora, ma il capitolo: Piemonte – Torino, esiste ancora:

Fare video divenne per noi sempre più divertente e soddisfacente, proseguimmo quindi il nostro percorso con un video che mostra in forma generica le discipline da me insegnate alla Reactive Club.
Questo video resta uno dei preferiti, è stato da me e Silvio scritto partendo dal brano “Fix You” dei Coldplay. Ricordo ancora quando feci ascoltare il brano a Silvio, il quale mi disse di non averla mai sentita, ma che avrebbe dato un tono diverso.
Il rosso che spicca sul video in bianco e nero un colpo di genio di Silvio:

Arrivò il momento di cambiare locale alla mia attività, un duro colpo.
Questo video specifico sul Krav Maga, rappresenta la mia volontà di non fermare il sogno Reactive Club:

Poco dopo una nuova difficoltà!
..appena giunto nel nuovo locale, ed in seguito ad un investimento subito un mese prima, il mio ginocchio cede sotto una proiezione in allenamento e mi rompo definitivamente il legamento crociato anteriore del ginocchio sx.
Questo avvenne dieci giorni prima di iniziare le riprese dei video che avrebbero dovuto comparire sul neo sito (allora in lavorazione) della Reactive Club. Dovevo ultimare questi video, perchè mi erano costati diverse notti per scriverli. I video in totale sarebbero dovuti essere 6, ma il sesto quello per il Funtional Training non è mai stato girato. Decisi di coinvolgere gran parte dei miei allievi e girai le scene con loro, le musiche le ha scelte Silvio, e il montaggio è stato opera unicamente sua. I primi 3 video li ho filmati con il tutore al ginocchio:

PREPUGILISTICA:

KRAV MAGA:

K1:

MMA:

SUBMISSION WRESTING:

Il problema al ginocchio continuava a peggiorare, il che mi ha obbligato ad affrontare l’intervento, ma proprio mentre mi decido a fare il passo ci viene chiesto di realizzare un video promozionale per il marchio MMA Sport. Così una settimana prima dell’intervento concludiamo le riprese, di questo ultimo lavoro.
Ed infatti così è stato:

Fare video è diventato per me un modo di comunicare con le persone.
Ciò che voglio trasmettere in ogni video è energia e passione che sono i caratteri dominanti miei e di Silvio.
Ringrazio Silvio Marsaglia e il destino che ci ha fatto conoscere.
Ringrazio Valerio Consoli che da anni ormai mi aiuta nelle mie realizzazioni.
Ringrazio tutte le persone, amici e allievi che hanno partecipato alla realizzazione di questi video.
Ringrazio te per averli guardati, anche se non ti sono piaciuti, perchè ci sono costati lavoro e dedizione.
Spesso capita che qualcuno mi chieda quando farò un’ altro video con Silvio, ed io gli rispondo sempre allo stesso modo: “Prima o poi…”

Combattimenti 08/02/14 Scalenghe

Un’altra giornata piena di emozioni. Le imprese vissute dai nostri fighters si sono rivelate cariche di sorprese.

MATTEO MAZZA – FIGHT CODE RULES (Thai Boxe):
L’avversario parte subito con colpi molto pesanti e mirati a far male. Un chiaro avvertimento che di “light” in questo match c’è solo il nome!!! Matteo nei primissimi scambi subisce un colpo al viso ed inizia a grondare sangue dal naso. Dall’angolo comprimo il naso e cerco di limitare l’afflusso, il match continua e Matteo capisce che ne l’arbitro (al quale io grido vivamente di fare bene il suo lavoro e controllare l’intensità dei colpi), ne l’avversario sembrano conoscere il significato della parola light.
Nonostante la situazione Matteo riesce a mantenere la lucidità sufficiente per non cedere all’avversario e si guadagna un pareggio di tutto rispetto.

MANUELA CALZOLARI – FIGHT CODE RULES (Thai Boxe):
Il match parte velocemente e da subito le atlete scambiano colpi, Manuela gira bene, tiene distanza e colpisce di braccia. Domina il match, ma l’avversaria riesce a lavorare di più con i calci e questa è l’unica sua salvezza.
Il pareggio credo sia un verdetto più o meno equilibrato. Se Manuela avesse anche solo chiuso qualche azione con i calci la vittoria sarebbe stata indiscussa.

ALESSANDRO ALBANESE – FIGHT CODE RULES (Thai Boxe):
Incontra un avversaria altissimo e dalle leve lunghe, Alessandro riesce a sfruttare al meglio lo svantaggio e applica tutte le tecniche del suo repertorio, queste qualità gli fanno guadagnare la vittoria e un caloroso applauso da parte del pubblico.

FRANCESCA RICCI – FIGHT CODE RULES (Thai Boxe):
Ancora una volta ci troviamo ad affrontare un’ atleta che arriva dalla Muay Thai. Ci iscriviamo per K1 rules (no clinch) e ci troviamo, ancora una volta, ad affrontare un avversaria che invece non fa che cercare quel tipo di gioco. Al mio richiamo dopo la prima clinch, l’arbitro ci impone questo regolamento a match ormai iniziato.
La scarsa determinazione di Francesca e il rindondante gioco di prese dell’avversaria rendono il match statico e noioso. La vittoria viene assegnata all’avversaria, che comunque non ha dimostrato nulla di valido e consistente.

EUGENIO RATOI – MMA:
Il match parte in favore di Eugenio che chiude l’avversario all’angolo e difende un tentativo di takedown. Piazza qualche buon pugno a terra, l’avversario prova insistentemente leve alle gambe, Eugenio difende e colpisce, l’avversario si gira su se stesso e prova una leva la ginocchio, Eugenio tira un pugno al corpo, l’arbitro, che non si capisce cosa vede, ferma il match scambiando un pugno al corpo per un “tapout”!!!

Sport e alimentazione – informazioni di base

Lo sport è impegno, sacrificio, rispetto delle regole e soddisfazione, è l’esprimersi liberamente, il misurarsi con se stessi e con gli altri e raggiungere obiettivi. I vantaggi dello sport nell’età dello sviluppo si basano anche sulla costruzione ottimale della propria immagine corporea e, nello stesso tempo, stimolano a superare gli ostacoli collegati alla disciplina praticata. Lo sport “sano” allena ed aiuta all’autostima, alla responsabilizzazione.
Saper rispettare le regole imposte dalla disciplina praticata, assumendosi responsabilità connesse alla pratica e migliorando la cooperazione con gli altri atleti migliora la socializzazione e rende l’atleta più “aperto” e “positivo”.
Praticare uno sport, una disciplina, ci porta a considerare che un ruolo fondamentale lo svolge l’alimentazione, praticare uno sport migliora lo stato di benessere, ma bisogna stare attenti ai segnali che l’organismo ci manda, tra cui la sensazione di fatica.
La fatica è un campanello d’allarme che invita lo sportivo a fermarsi o a ridurre l’intensità dello sforzo, affinchè l’organismo non subisca danni. Spesso però la fatica interviene troppo presto a causa di errori nell’allenamento e nell’ alimentazione che, opportunamente evitati, permetterebbero di utilizzare al meglio le proprie risorse.
L’alimentazione dello sportivo deve essere prima di tutto “utile”, cioè ricca di principi nutritivi velocemente utilizzabili per produrre energia; varia e completa ma facilmente digeribile, per mantenere costante il tasso di glicemia ed evitare cali di energia, è utile fare quattro o cinque piccoli pasti durante la giornata, fra cui la prima colazione deve fornire il 20-25 % dell’energia giornaliera. Per avere muscoli sani e in forma, vanno consumate ogni giorno frutta e verdura fresche, ricche di vitamine utili contro i dannosi effetti dei radicali liberi.
“Quello che mangiamo” è determinante per la salute, e dalla prospettiva di un atleta è fondamentale per ottimizzare sia la performance di gara sia l’allenamento.
Per chi pratica sport da combattimento, e dunque si sottopone ad allenamenti particolarmente intensi, un’adeguata alimentazione è essenziale principalmente per tre aspetti:
sostenere la muscolatura (massa magra) e il fabbisogno energetico
contrastare la produzione di acido lattico nei muscoli
mantenere una corretta idratazione corporea
Una corretta alimentazione è indispensabile al fighter per compensare al significativo aumento del fabbisogno energetico, e per mantenere un’ottimale efficienza muscolare. I carboidrati sono essenziali per sostenere l’energia dell’esercizio, ma le proteine sono altrettanto essenziali per garantire efficienza e recupero ai muscoli. Entrambi questi nutrienti rivestono una particolare importanza nella dieta del fighter, e devono essere assunti regolarmente e contemporaneamente nell’arco della giornata, in almeno 3-5 pasti.

Carboidrati: quali alimenti scegliere
I carboidrati contenuti negli alimenti (pasta, riso, patate, cereali…), sono ricchi di amido, a rilascio graduale di energia, e sono da preferire nei pasti principali e lontano dallo sforzo, mentre gli zuccheri semplici (es. saccarosio o zucchero da cucina, glucosio e fruttosio contenuti nel miele, frutta…) in prossimità dell’esercizio.
Entrambi contribuiscono a mantenere integre le riserve di energia sotto forma di glicogeno, lo zucchero dei muscoli. Sono da evitare il più possibile i dolci e lo zucchero semplice, in particolare la loro assunzione regolare, anche se questo dettaglio non vale a tutti costi per gli atleti con elevatissime qualità metaboliche.
Gli zuccheri complessi stabilizzano la glicemia ed aumentano la quantità di glicogeno muscolare, quindi la disponibilità di energia durante lo sforzo. Gli zuccheri aiutano un recupero immediato delle energie dopo uno sforzo particolarmente intenso e prolungato.
Proteine: i mattoni dei muscoli
Le proteine, se pure poco coinvolte a livello energetico, svolgono un ruolo primario. Esse sono indispensabili al mantenimento e accrescimento della struttura dei muscoli, mantengono l’efficienza del sistema immunitario, endocrino, nervoso e digerente. Le proteine provenienti da fonti animali (carne, pesce, uova, formaggi) presentano un migliore valore nutrizionale rispetto a quelle vegetali (legumi, soia) perché contengono una maggior quantità di aminoacidi essenziali, tra cui i ramificati.
Negli sport da combattimento, soprattutto per gli atleti agonisti il fabbisogno quotidiano proteico risulta particolarmente elevato (oltre 1,7-1,8 g di proteine/kg di peso corporeo).
E’ buona regola limitare l’assunzione di affettati e carni grasse e rosse in favore di carni bianche, di pesce, crostacei e frutti di mare. Comunque limitare le proteine animali a un’assunzione al giorno, due al massimo, alternando carne e pesce.
Grassi: un aiuto per il sistema cardiovascolare e osteoarticolare
Dei grassi si parla sempre forse troppo poco, per la loro fama negativa, ma la loro assunzione bilanciata è comunque vitale. In particolare è essenziale un apporto corretto di acidi grassi polinsaturi e Omega 3. I primi sono contenuti rispettivamente nell’olio di lino e avocado, nel burro di arachidi, mandorle e noci, i secondi nel pesce azzurro e salmone.
Essi sono essenziali per mantenere in ottima salute il sistema cardiovascolare e proteggere il sistema osteoarticolare, particolarmente sollecitato nei fighter. Infine i “grassi di qualità” possono avere un ruolo fondamentale nel processo di recupero e in quello di adattamento.

Combattimenti 14/12/14 Leini

Arriviamo nel palazzetto sportivo di Leini pronti per mostrare i nostri fighters.
Location grande, accogliente e attrezzata.
I ragazzi si presentano perfetti al peso e aspettano con pazienza il loro turno.

ALESSANDRO ALBANESE: Nella prima ripresa Ale segue la tattica scelta e colpisce con rapide combinazioni, mandando spesso l’avversario a vuoto. Nella seconda segue il gioco favorevole ad Ale che difende bene anche da corta distanza attaccando e difendendo dalla clinch. Nella terza ripresa l’avversario applica una proiezione e si infortuna alla spalla sinistra. Ale vince per abbandono un match già vinto tecnicamente.

MATTEO MAZZA: Il combattimento segue la tattica prevista, Matteo imposta un valido gioco di boxe con schivate e tecniche pulite e di qualità. Matteo si dimostra molto più attivo e pulito, i colpi anche se leggeri si fanno sentire e l’avversario inizia a sanguinare dal naso. Il match continua, nella terza ripresa Matteo lo centra con un frontale leggero ma preciso al corpo e il suo avversario deve fermarsi per respirare. Allo scadere del tempo il vantaggio è netto e Matteo vincente.

MANUELA CALZOLARI: L’avversaria parte in quarta correndo letteralmente contro Manu!!!
Solo che noi ci siamo preparati (vista l’esperienza fatta in passato) a quest’evenienza e ad affrontare un’ atleta che carica. L’avversaria perde velocemente il coraggio mentre Manuela continua a girarle intorno attaccandola da ogni angolo.
Ormai la tattica prestabilità si è chiaramente dimostrata vincente e il match prosegue con il vantaggio a senso unico. Con guanti di Ali nelle mani e le sue idee nella testa Manu vince!

Combattimenti 09/11/14

Dopo una lunga ed estenuante attesa i nostri ragazzi hanno rappresentato al meglio la nostra scuola.

ALESSANDRO ALBANESE: gran bel combattimento. Entrambi gli atleti esprimono tecniche ad un buon ritmo di velocità. Incontro equilibrato con un verdetto adeguato di parità.

MATTEO MAZZA: super Matteo! Schiva, contrattacca, colpisce con braccia e gambe replicando più volte calci con la stessa gamba. Anche per quanto riguarda il “gas” Matteo mostra una resistenza maggiore del suo avversario che arriva a concludere il match completamente scarico. Vittoria netta.

FRANCESCA RICCI: ci siamo preparati tanto con la consapevolezza di dover affrontare una avversaria difficile, ma nella sostanza si è rivelato un incontro deludente poichè l’avversaria cercava la clinch ed evitava lo scambio diretto. Durante le fasi di corpo a corpo il combattimento perde ulteriormente in qualità data la mancanza di tecnica. Francesca, anche se molto preparata, non trova lo spazio per esprimersi. Viene assegnata la vittoria all’ avversaria, vittoria tuttosommato poco chiara.

Quale federazione di Krav Maga è meglio seguire?

Il Krav Maga una realtà in crescita
Negli ultimi anni in Italia persone di ogni età si avvicinano alla difesa personale; la tendenza di pensare alla propria incolumità in termini pratici sta letteralmente spopolando e le persone entrano nelle palestre con la volontà di imparare a difendersi.
Al giorno d’oggi ogni palestra sente il bisogno di avere un corso di Difesa Personale o meglio di Krav Maga, ma questo purtroppo crea confusione perchè il professionista si confonde con il principiante e non si sa più che cosa è meglio scegliere!

A quale istruttore e federazione è meglio affidarsi?

Questa domanda mi ha ossesionato per molto tempo!!!

Alcuni importanti cenni storici del Krav Maga di questi ultimi anni

Fino alla fine del 2010, quattro dei più importanti maestri israeliani di fama mondiale allievi diretti di Imi Lichtenfeld (fondatore del Krav Maga), lavoravano insieme sotto un’unica federazione: IKMF – International Krav Maga Federation. I quattro maestri membri cofondatari e codirettori dell’ IKMF erano: Gabi Noah, Eli Ben Ami, Eyal Yanilov e Avi Moyal. Sotto di loro militavano i migliori istruttori israeliani (tra cui Shakar Israeli e Amnon Darsa , gli istruttori che mi hanno formato e fatto il primo corso istruttori IKMF certificato israeliano). Dopo di che, nel 2010 i quattro maestri si separarono e ognuno di loro creo una propria federazione. Gabi Noah creo la IKM – International Krav Maga nella quale presto si uni anche Eli Ben Ami, Eyal Yanilov creo la KMG – Krav Maga Global e Avi Moyal continuò a conservare il nome IKMF.

Ogni altra federazione è di dubbia provenienza e i maestri che le gestiscono, nella quasi totalità dei casi, si sono autoproclamati tali; creano nomi ed etichette prive di reale fondamento, non presentano un programma nè attinente e nè organizzato secondo la tradizione del Krav Maga originale.
Quando scegli di praticare Krav Maga devi capire cosa stai scegliendo.
Io ho scelto GABI NOAH ed eccone i motivi…

Un breve cenno sulla mia esperienza con il Krav Maga!
Nel 2003 iniziai ad insegnare Krav Maga a Torino, la mia città.
Ogni volta che mi presentavo per aprire un corso nuovo dovevo parlare ai gestori delle palestre di difesa personale, perchè se pronunciavo il nome Krav Maga nessuno sapeva di cosa stavo parlando. Spesso ho dovuto fare dimostrazioni nelle palestre per far capire ciò che facevo e di che cosa si trattava e avere quindi la possibilità di gestire un corso. Dopo un’anno di lavoro insieme a due amici, anche loro istruttori, riuscimmo ad aprire 6 corsi differenti  in 6 diversi locali. Nessuno a Torino insegnava Krav Maga nel 2003. Ora i corsi sono a centinaia…
L’impatto fu interessante e anzi tempo ci rendemmo conto di quanto la cosa avesse fascino sulle persone. Presto però i miei compagni di avventura, annoiati dai programmi proposti dalle federazioni italiane alla quale facevamo riferimento e superati gli entusiasmi iniziali, decisero di lasciare il Krav Maga e di seguire strade differenti. Solo e annoiato quanto loro dalla mediocrità dei programmi proposti decisi di contattare l’IKMF per chiedere la possibilità di fare un corso con loro. Nel 2007 mi rispose Eli Ben Ami e mi offrì un incontro per valutare la cosa. Solo un anno dopo nel 2008 ottenni, dopo 5 anni di sacrifici, il mio primo diploma di istruttore di Krav Maga israeliano certificato.
Finalmente imparavo da chi lo aveva concepito!!!!

Quando sul finire del 2010 l’IKMF si scioglieva scelsi di seguire Gabi Noah e IKM international Krav Maga.
Il motivo principale fu perchè quando lo conobbi rivoluzio letteralmente il mio modo di concepire e praticare il Krav Maga.

Perchè Gabi Noah?
Gabi Noah ha una visione del Krav Maga differente rispetto agli altri maestri.
Gabi ha ulteriormente semplificato, modificato e talvolta letteralmete eliminato gran parte delle tecniche utilizzate da IKMF.
Mentre le tecniche in IKMF e in KMG sono similari, il metodo di Gabi Noah risulta fresco e genino ed ancora più diretto ed immediato.
La maggior parte delle tecniche che praticavo in IKMF non le utilizzo più perchè secondo la logica che Gabi mi ha infuso le considererei ora troppo rischiose.

Se hai voglia di capire di persona di cosa parlo e conosci il Krav Maga vieni a trovarmi e sarò lieto di passarti la mia esperienza!