COMBATTIMENTI 18/06/17 BORGARO TORINESE

Anche questa domenica passata è stata per noi della Reactive club dedicata al confronto in gara.
Come ogni gara anche questa è servita a definire il percorso dei futuri allenamenti.
L’ obbiettivo costante è la crescita personale attraverso il miglioramento delle proprie performance. Ogni evento ci da la possibilità di farlo! Perchè contribuisce a forgiare una qualche abilità mettendo a nudo un qualche lato debole.
Se si torna in palestra con la volontà di correggere quell’errore saremo sempre in evoluzione.
I risultati fanno la gloria, ma l’obbiettivo è ben più in là!
L’obbiettivo è sempre la conoscenza.

MARCO CAFASSO: Marco sta facendo un percorso che comporta molte difficoltà, inizia a combattere a 38 anni senza nessuna esperienza né pratica sportiva alle spalle. Questo è il punto di forza, il lato debole sono la fisicità e la flessibilità che lo rendono poco scattante e legnoso.
Marco si trova a combattere con ragazzi con ventanni di meno e molto più flessibili. Ma ciononostante riesce a ad avere un suo gioco, i colpi e i movimenti sono accetabili, ma la differenza è data unicamente dal ritmo e dalla flessibilità. Perde il match però combattendolo!
..e poi mi dice: “Io non mi arrendeo” , beh neanche io gli rispondo, siamo all’inizio!
“vola come una farfalla, punge come un’ape” Cit. Ali
Appenditelo in camera.

MANUELA CALZOLARI: Manu è stata ferma tanto tempo e le serve tempo per ripartire, affronta due avversarie, in una sola giornata. Per il primo match la scaldo, le parlo, la vedo sicura, tranquilla. Saliamo sul ring, prima ripresa l’avversaria tira come se stesse cercando il KO. Manu resta spiazzata, non riesce a raggirarla, si arrabbia, mentre questa indisciplinata atleta nonostante i continui richiami ufficiali non molla il tiro, Manu perde la bussola e non trova idee pratiche, la conforto la guardo e capisco che non sa come fare, provo a spiegarlo, ma il problema è nella sua testa, nel suo approccio preoccupato. Emotivo anziché razionale. L’ avversaria non dimostra intelligenza e viene squalificata. Vinciamo così! Ma per me conta solo Manu. Poche parole la lascio così. Parte il riscaldamento della seconda ripresa la stresso, la innervosisco, lei ha una reazione nervosa di risposta con me, proprio come poco prima con l’avversaria, mi fermo cambio immediatamente, torno razionale e le dico: “ esatto ora devi trovare la calma, adesso che sembra tutto sbagliato! Adesso devi cercare il tuo bersaglio!”. Lo capisce e nel secondo match usa e guarda molto di più, gira, esce e rientra. Il suo spirito combatte contro la sua abilità, in una lotta interiore dove il tempo e la scelta giusta si mischiano con il movimento sconclusionato fatto senza controllo. Pareggia questa volta contro una brava atleta francesce. Quello che hai imparato ieri potrai portarlo dentro per sempre.

EMANUELE MOGAVERO: Combatte con la volontà di applicare la strategia di lotta allenata nei mesi precedenti. Lo sport, e la sua bellezza è questa, è fatto di infiniti sacrifici per un breve momento di test. Si suda ore e ore per un gesto che può durare qualche frazione di secondo. Combatte due volte, la prima volta sfiora quattro finalizzazioni, ma manca la grinta per portare il colpo fino in fondo. Pareggio come da regolamento. Resto amareggiato e subito gli faccio notare che ha perso una soluzione che gli era stata servita su un piatto d’argento. Fortunatamente ci viene offerta la possibilità di riprovare, con l’istruttore dell’avversario appena affrontato. Con ferma decisione, quella che serve davvero, decidiamo di riprovare un secondo match. Ema si muove verso l’obbiettivo di usare la mezza guardia, ancora una leggera parte di incertezza si fa strada e servono i mie costanti richiami per fargli mantenere gli appigli, Ema batte il suo demone e trova la strada, porta a compimento la prima sedia elettrica della Reactive Club, regalandomi la gioia di aver portato in gara una mia idea. Grazie Ema stai crescendo bene!

MARCO AMEDURA: Combatte con un istruttore di MMA che ha chiesto un lottatore esperto.
Il suo avversario passa il tempo a difendersi cercando di non arrivare mai al confronto limitando i movimenti e avvinghiandosi senza tentare altro, Marco potrebbe trovare la strada perchè abbiamo già studiato come uscire da certi vincoli, ma la tecnica non è ancora sufficientemente affilata da produrre effetti e il match resta inchiodato in posizione di stallo. Data la presmessa mi aspettavo qualcosa un avversario più tecnico e pericoloso.

RICCARDO LUDOVICI: Ricky esordisce nel mondo dello sport da combattimento contro il primo avversario di Ema di 10kg più pesante (aveva combattuto con Ema per errore ndr), per quanto le mie raccomandazioni all’ organizzazione siano insistenti non sapremo mai chi andremo ad affrontare, le persone mentono pur di vincere, mentono sul peso, si fingono inesperte e molte volte ci riescono, in ogni caso conta come noi affrontiamo l’avversario perchè resta l’unica vera arma di difesa. Ricky caratterialmente reagisce bene lotta con coraggio, ma la differenza fisica si fa notare, tuttuvia apporta difese sensate ed esce da ogni attacco con successo, ma non vede però una sua strada per l’attacco. Avremo modo di tirar fuori le abilità di attacco e le uniremo ad un carattere già forte e formato!
Pareggio come da regolamento! Super Ricky!!!

MATTEO MAZZA: Matteo è uno dei miei più cari allievi, mi ha sempre aiutato nelle difficoltà ed è sempre stato presente ed affidabile. Lo scaldo, gli metto la vasellina sul naso, lo guardo negl’ occhi lo vedo pronto, gli raccomando di non sottovalutare, lo sento pronto.
Saliamo sul quadrato, un’ altro scalmanato francese che si butta come se non ci fosse logica, cerca probabilmente di innervosirlo, ma Matte mi segue ascolta e piazza i colpi migliori, progressivamente l’avversario perde resistenze e viene contato due volte. Avremmo potuto mandarlo al tappeto se lo avessi mirato un po’ meglio. Quindi la precisione e il tempo sono ora sul tavolo di lavoro,
Vittoria unanime!